Nuova Legge Sabatini: un Contributo a Piccole e Medie Imprese

Nuova Legge Sabatini: un Contributo a Piccole e Medie Imprese

Conosci la misura Beni strutturali? E la Nuova Sabatini? Tranquillo, si tratta di due nomi che riguardano la stessa cosa: un’agevolazione che il Ministero dello Sviluppo Economico mette a disposizione delle imprese, per fa sì che esse siano più competitive e abbiano un accesso più facile al credito.

Lo scopo di questa misura è sostenere coloro che decidono di investire nell’acquisto, o nell’acquisizione in leasing, di macchinari, attrezzature, beni strumentali ad uso produttivo, impianti, hardware, software e tecnologie digitali.

A chi si rivolge?

Alle micro, piccole e medie imprese (PMI) di tutti i settori produttivi, agricoltura e pesca inclusi, a esclusione delle attività finanziarie, assicurative, connesse all’esportazione o per interventi subordinati all’impiego in via preferenziale di prodotti interni, rispetto a quelli d’importazione.

Per fare richiesta è sufficiente che la PMI sia regolarmente costituita e iscritta nel Registro delle Imprese; non sia in liquidazione o sottoposta a procedure concorsuali; non abbia ricevuto, e poi non rimborsato, aiuti considerati illegali dalla Commissione Europea; non risulti in difficoltà; provveda all’apertura di una sede in Italia – se la casa madre si trova in uno degli Stati Membri – entro il termine ultimo previsto per l’ultimazione dell’investimento.

Per esempio, Beppe, panettiere e titolare di una piccola impresa, può usufruire della Nuova Sabatini per acquistare una macchina confezionatrice, e rendere i sui processi produttivi più veloci ed efficaci, nonché all’avanguardia rispetto alle nuove esigenze igieniche (pane contenuto in sacchetti sigillati).

Che cosa finanzia?

L’acquisto di beni e attrezzature nuovi che rientrano nelle immobilizzazioni materiali (impianti e macchinari; attrezzature industriali e commerciali; altri beni) e immateriali (software; tecnologie digitali).

Non sono ammesse le spese che riguardano terreni e fabbricati, “immobilizzazioni in corso e acconti”, beni usati o rigenerati.

In generale, gli investimenti devono essere:

  • Beni in autonomia funzionale, non componenti o parti di macchinari;
  • Correlati all’attività produttiva svolta dall’impresa.

Si tratta di finanziamenti concessi alle PMI da banche e intermediari finanziari e di un contributo da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, calcolato in base agli interessi su tali finanziamenti. L’investimento può anche essere interamente coperto dal leasing o può essere assistito, fino all’80%, dal “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese”.

Il finanziamento deve essere:

  • Di durata non superiore a 5 anni;
  • Di importo compreso tra i 20’000 e i 4 milioni di euro;
  • Interamente utilizzato per coprire investimenti ammessi nella manovra.

La singola PMI può presentare anche più richieste, una per ogni investimento che intende compiere, basta che il finanziamento complessivo di tutte le richieste non superi i 4 milioni di euro.

In cosa consistono le agevolazioni?

L’importo del contributo del Ministero dello Sviluppo Economico, secondo la Nuova Sabatini, si ottiene calcolando il valore degli interessi – in via convenzionale – su un finanziamento della durata di cinque anni e con un valore corrispondente a quello dell’investimento. Il tasso d’interesse annuo è del:

  • 2,75% per gli investimenti ordinari;
  • 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.

Per i beni materiali che rientrano nell’Allegato 6/A e quelli immateriali dell’Allegato 6/B, oltre ai finanziamenti della Nuova Sabatini, è possibile fare richiesta anche per agevolazioni legate al piano Industria 4.0.

Quindi Beppe, facendo richiesta di un finanziamento di 30'000 euro per acquistare la sua nuova macchina confezionatrice, riceverà una volta all’anno per cinque anni un contributo pari a 825 euro.

Come funziona?

Elenchiamo, ora, in breve i passaggi necessari per fare richiesta del finanziamento. In ogni caso, prima di procedere è bene discuterne con il dottore commercialista e il legale rappresentante dell’impresa.

1. La PMI presenta alla banca, o all’intermediario finanziario, la richiesta di finanziamento e la domanda di accesso al contributo della manovra Nuova Sabatini;

2. La banca, o l’intermediario finanziario, verifica la documentazione presentata e si accerta che la PMI abbia i requisiti necessari per fare richiesta. Poi, procede con la richiesta di prenotazione delle risorse per il contributo presso il Ministero;

3. Dopo aver ricevuto conferma dal Ministero della presenza delle risorse, la banca, o l’intermediario finanziario, può concedere il finanziamento;

4. Il Ministero adotta il provvedimento di concessione del contributo e lo trasmette alla PMI e alla banca/intermediario finanziario di riferimento;

5. La banca/intermediario finanziario stipula il contratto di finanziamento ed eroga la somma in un’unica soluzione, o entro 30 giorni dalla data di consegna del bene se si tratta di leasing;

6. Ad investimento ultimato la PMI compila la documentazione necessaria, disponibile sulla Piattaforma Informatica, e la trasmette on-line (sempre sulla Piattaforma) al Ministero;

7. Ogni anno la PMI trasmette al Ministero la Richiesta di Pagamento per ricevere le quote di contributo successive alla prima. 

 

Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico